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| Mimesis/Deca |
| Gli operai che fecero l'impresa |
| di Alessia Barone e Paolo Casarolli |
| € 15,00  libro+dvd |
| (storie d\'oggi)  9788857501024 |
| novità: settembre 2010 |
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IL LIBRO:
Millenovecentoottantasette, duemilasette. Vent’anni non sono pochi da passare.
Si dice “il tempo vola” e “il tempo cancella tutto”. In questo caso non serve dimenticare, anzi si vuol ricordare più che mai. Non si vuol scordare di pochi operai che letteralmente “fecero l’impresa”.
Era un autunno freddo, come è stato detto in una delle interviste il clima non era ancora così altalenante, ma un gruppo sparuto di operai decisero di renderlo caldo.
Nasce dalla volontà di Francesco Casarolli, uno di quei pochi operai illuminati, l’opera che non vuole dimenticare ciò che fu costruito in quindici giorni e notti di battaglie innalzate su parole e sintonia.
Il luogo della vicenda era una di quelle fabbriche che non esiste più, la Breda-Ansaldo di Sesto San Giovanni, che con le altre grandi industrie delle cittadina rendeva la “Stalingrado d’Italia” il polo industriale più importante della nazione intera. Fu proprio davanti ai cancelli di questo “colosso industriale” che la mattina dell’8 ottobre 1987 un piccolo gruppetto di persone si radunò in segno di protesta, in modo civile e senza alcuna volontà violenta. Da qualche anno si combatteva la guerra Iran-Iraq, un conflitto lontano, quasi sordo agli italiani. Una delle due nazioni belligeranti, l’Iran, aveva deciso di riprendere la costruzione di due centrali nucleari che da tempo aspettavano d’esser completate e per poter fare tutto ciò era indispensabile ritirare, e poi assemblare, tutti i componenti commissionati in fabbriche europee. La sfortuna della nazione mediorientale fu che alla costruzione dei generatori di vapore, indispensabili per la messa in moto delle centrali, furono adibiti degli operai con un senso di responsabilità e una coscienza al di fuori del comune. La consapevolezza di ciò che si stava facendo, cioè dare la possibilità ad una nazione in guerra di poter produrre bombe atomiche come noccioline, fu il moto scatenante della protesta che in soli quindici giorni arrivò ad esser il centro focale delle vicende nazionali e parlamentari dove si giunse alla decisione di bloccare quelli che potevano costituire degli armamenti altamente pericolosi in mano ad una nazione in guerra.
Si può quindi affermare che tale episodio fu una vera e propria avanguardia. Si assistette per la prima volta alla coniugazione di due tematiche fino ad allora lontane tra loro: l’operaio e la coscienza di ciò che produce. Storicamente è assodato che in fabbrica le uniche proteste che si pensava potevano esser proprie della classe operaia fossero inerenti a contratti e licenziamenti. Questa volta non fu così e proprio grazie a ciò non fu più “solamente” così.
Tutto questo è ricordato nel libro accompagnato dal documentario. Una serie di interviste di “quelli che c’erano” – Antonio Barone, Francesco Casarolli, Marco Fraceti, Giovanni Russo Spena, Vittorio Agnoletto, Emilio Molinari, Vincenzo Acquaviva e Danilo De Biaso – cerca di far luce sugli avvenimenti e le conseguenze di tale vicende.
Ad occuparsi della realizzazione sono Alessia Barone e Paolo Casarolli che hanno l’arduo e piacevole compito di portare alla luce una vicenda che vide i loro padri protagonisti in prima linea.
Oggi, dopo vent’anni, tali tematiche (problema mediorientale, ecologismo e produzione di armamenti) sono vive più che mai, fanno parte delle discussione di tutti i giorni e un po’ lo dobbiamo a quel gruppo di operai che “piccoli” com’erano alzarono la voce e forse quasi inaspettatamente “fecero l’impresa.” (Paolo Casarolli) |
L’AUTORE:
Alessia Barone e Paolo Casarolli |
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