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IL LIBRO:
Scienza della politica e arte della guerra dal '68 ai movimenti globali
Nel dibattito intorno al 40° anniversario del 1968 sembra esservi
un grande assente: la classe operaia. Eppure, soprattutto in Italia, il
suo protagonismo è difficilmente eludibile. Mentre in gran parte
del mondo il ’68 si consumava in falò tanto intensi quanto
brevi ed effimeri, nel nostro paese prendeva forma uno scontro di e per
il potere i cui effetti si sono prolungati per tutti gli anni Settanta.
Un’anomalia spiegabile solo attraverso l’egemonia che la
figura dell’operaio – massa impose all’intero
Movimento italiano mettendo al centro il nodo del potere politico. Ma
la “questione del potere” non può che chiamare in
causa la “questione militare”. Se, come ricorda Carl
Schmitt, il “politico” presuppone sempre la messa in forma
della guerra, la “questione militare” non può essere
altro che parte costitutiva del “politico” medesimo. Ed
è questo il tema che il testo, anche attraverso un cospicuo
numero di testimonianze, si è assunto il compito di descrivere e
analizzare affrontando uno spettro storico che, dalle giornate del
luglio genovese del ’60, approda sino agli eventi del G8 del
2001. |
L’AUTORE:
Emilio Quadrelli (Genova 1956)
attualmente lavora come operaio ai Mercati Generali ortofrutticoli di
Genova. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: La città e le
ombre. Crimini, criminali, cittadini (con Alessandro Dal Lago,
Feltrinelli 2003); Andare ai resti. Banditi, rapinatori, guerriglieri
nell’Italia degli anni ‘70 (Derive Approdi 2004); Gabbie
metropolitane. Modelli disciplinari e strategie di resistenza (Derive
Approdi 2005); Evasioni e rivolte. Migranti, cpt, resistenze (Agenzia X
2007).
Vai alla scheda di "Bologna marzo 1977 ...fatti nostri..." (NdA Press) |
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